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La costruzione della Chiesa di
Santa Maria dell’Orazione, in passato Rotonda d el
Suffragio, oggi conosciuta come chiesa della Morte, è indissolubilmente
legata alla nascita e all’opera della Confraternita della Morte ed
Orazione. Inizialmente la Confraternita fu ospitata presso la chiesa di
S.Maria retta dai RR.PP. Domenicani. Nella seconda metà del 600,
per l’accresciuto numero dei Confratelli e anche per le difficoltà sorte
nel rapporto con gli stessi PP. Domenicani i Confratelli decisero di
costruirsi uno spazio proprio. Il sito a cui fa riferimento questa
testimonianza, di proprietà di Michelangelo Bonauguri era ubicato in
Piazza Leandra. Di questo dato si ha conferma certa in quanto una pianta
della città databile tra il 1670 e il 1680 indica nella suddetta Piazza,
a fianco dei forni camerali, una chiesa detta “ S.Giuseppe Oratorio
della Morte”. L’idea di costruire la chiesa nacque nel 1685, ma
solamente nel 1693 acquistato il terreno dalla Reverendissima Camera
Apostolica iniziarono i lavori di costruzione che terminarono per la
parte muraria nel 1699. Il nome del progettista è incerto alcuni
indicano in Mattia de Rossi l’autore del progetto, altri Carlo Fontana
comunque entrambi di scuola berniniana. Se però è incerto il nome del
progettista quasi sicuro è il nome del Direttore dei lavori tal Col.
Giulio Cerutti, all’epoca responsabile delle fortificazioni del porto da
parte della Reverenda Camera Apostolica. La Chiesa ha un impianto
strutturale tipico delle chiese barocche della seconda metà del XVII
secolo. E’ a pianta centrale con croce greca, grande sala ellittica alla
cui estremità si aprono tre Cappelle:
LA
CAPPELLA DELL’ALTARE MAGGIORE;
LA CAPPELLA DEL SS. CROCEFISSO;
LA CAPPELLA DEI BEATI BENEDETTO E ANNA.
Ci sono poi quattro porticine d’angolo, con sopra parte dei simboli
della Confraternita(n.i.), che conducono rispettivamente:
ALLA CAPPELLA DI S. MICHELE ( all’epoca Oratorio);
ALLA ANTICA SAGRESTIA;
ALL’UFFICIO PARROCCHIALE (all’epoca guardaroba);
ALLA CAPPELLA GULGIELMI (all’epoca dedicata alla Beata Vergine dei Sette
Dolori).
Le decorazioni interne a stucco furono eseguite da artisti romani tra il
1699 e il 1703, su commissione di un benefattore della Confraternita
tale Francesco PUCCITTA.
La pavimentazione della sala, di forma ellittica, originariamente in
lastroni di cotto venne rifatta in marmo nel 1867.
Prevedendo il progetto iniziale solamente gli stucchi nella seconda metà
del 700 si pensò alle decorazioni partendo proprio dalla cupola in cui
il pittore trapanese Giuseppe Errante volle rappresentare in stile
barocco tra il 1786 e il 1788 L’APOTEOSI DELLA MADONNA DEL SUFFRAGIO.
Sotto
il tamburo della cupola sono posti 4 ovali di autore ignoto che
rappresentano personaggi biblici del vecchio testamento e precisamente:
1. GIUDITTA CHE BRANDISCE ORGOGLIOSA LA SPADA DOPO AVER TAGLIATO LA
TESTA DI OLOFERNE;
2. LA REGINA ESTER NELL’ATTO DI INDICARE AMAN, FATTO UCCIDERE CON
L’IMPICCAGIONE PER ORDINE DI RE ASSUERO
3. SANSONE CON LA MASCELLA D’ASINO DOPO LA VITTORIA CONTRO I FILISTEI;
4. DAVIDE CHE UCCIDE IL POTENTE GOLIA.
I quattro personaggi trovano la
giusta collocazione in questa Chiesa in quanto rappresentano la
POTENZA DI DIO CHE INTERVIENE IN FAVORE DEI POVERI E DEGLI OPPRESSI, E
STA AD INDICARE LA VITTORIA DI DIO SUL MALE E SULLA MORTE.
Prima di passare ai dipinti soffermiamoci un attimo su due importanti
sculture.
Nella Cappella del Crocefisso, da cui prende il nome, una bellissima
statua lignea del XVII secolo, di autore ignoto. Questa statua
nonostante la sua mole ed il suo peso, venne portata in processione per
le vie cittadine nel 1855, durante una grave epidemia di colera
asiatico.
L’altra scultura sempre una statua lignea del XVII secolo, di autore
ignoto raffigura il CRISTO RISORTO. La caratteristica di questa statua
oltre la leggenda che la riguarda è la fattura. Non si tratta di un
pezzo unico di legno ma di tanti cunei incastrati tra di loro, sopra cui
è stato steso un leggero strato di caolino.
Passiamo ora ai dipinti
La pala dell’altare maggiore è un olio su tela del 1700 e rappresenta la
MADONNA DELL’ADORAZIONE E DEL SUFFRAGIO, l’autore è ignoto anche
se qualcuno lo attribuisce all’Errante.
All’interno della Cappella di san Michele è posta la pala di SAN
MICHELE ARCANGELO, che appare ai santi Gregorio Magno e Rocco, anche
questa ad olio e di autore ignoto.
L’altra pala che da il nome alla cappella rappresenta i SANTI
BENEDETTO ED ANNA, sempre ad olio su tela e di autore ignoto.
All’interno della Cappella di San Michele, nel timpano curvilineo è
incastonato un medaglione, dipinto ad olio raffigurante la MADONNA CON
BAMBINO, restaurato nel 1970 e quasi sicuramente attribuibile
all’Errante.
Nel vano di ingresso, sopra la cantoria, il parapetto ricavato dalla
poppa di una galera pontificia ( trattasi molto probabilmente della San
Pietro omonima della nave ammiraglia della flotta pontifica nella
battaglia di Lepanto). Fu posta in sito nei primi del 1800, come attesta
lo stemma di Pio VII (1800-1823).

Una attenzione particolare merita
la Cappella Guglielmi, dapprima dedicata alla Beata Vergine dei Sette
Dolori perchè aveva sul preesistente altare un quadro della Madonna
Addolorata andato purtroppo perduto, successivamente chiamata anche del
SS.Sacramento in ricordo del privilegio perpetuo di conservare il
Sacramento nel ciborio dell’altare concesso da Papa Pio VI nel 1776.
Quella che oggi possiamo ammirare è il risultato dei lavori di restauro
iniziati nel 1869 e terminati nel 1886 a spese del Marchese Felice
Guglielmi. L’interno in stile neo-gotico viene messo in risalto da due
nicchie sormontate da due alte guglie richiamo dell’arte gotica. Nelle
nicchie sono collocati monumenti funebri: quello di destra opera dello
scultore Giulio Tadolini è di Felice Guglielmi morto nel 1893, l’altro
molto più semplice rappresentato da un busto bronzeo è di Benedetto
Guglielmi morto nel 1941.
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